Il procedimento giudiziario nei confronti di Giovanni Sgroi, ex sindaco di Rivolta d’Adda e medico, accusato di violenza sessuale da cinque donne, ha preso una piega inaspettata durante l’udienza preliminare al tribunale di Milano. L’Ordine dei Medici di Milano ha infatti presentato richiesta di costituirsi parte civile nel processo, portando a un rinvio dell’udienza al prossimo 3 giugno.
Un’udienza attesa e tesa
Quella di ieri doveva essere una giornata decisiva per uno dei casi più discussi nel Cremasco. Tuttavia, il procedimento contro Giovanni Sgroi, accusato di violenza sessuale durante visite mediche, ha preso una nuova direzione. Martedì, di fronte al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Milano, sembrava che tutto fosse pronto per una conclusione. Sgroi, in arresto domiciliare da quasi un anno, ha affrontato il processo assistito dal suo avvocato, Domenico Chindamo.
Le dichiarazioni della difesa e i risarcimenti
“La difesa è pronta a discutere la causa”, aveva affermato il legale prima dell’udienza, evidenziando che Sgroi ha risarcito le cinque donne che lo accusano, le quali avevano scelto di non costituirsi parte civile. Questa situazione sembrava semplificare il procedimento, con il pubblico ministero Alessia Rosanna Menegazzo pronta a sostenere l’accusa e la difesa preparata a presentare la propria arringa davanti al giudice Tommaso Perna. Tuttavia, l’emergere della richiesta dell’Ordine dei Medici ha cambiato le carte in tavola.
La richiesta dell’Ordine dei Medici e il rinvio
L’Ordine dei Medici di Milano ha chiesto di costituirsi parte civile, sostenendo di aver subito un danno d’immagine a causa della vicenda che coinvolge Sgroi. Questa richiesta ha incontrato la ferma opposizione dell’avvocato Chindamo, che mira a escludere l’Ordine dal processo, considerata la già raggiunta intesa risarcitoria con le vittime. Dopo aver ascoltato le parti, il giudice ha deciso di rinviare la questione per approfondire gli aspetti giuridici relativi alla richiesta dell’Ordine. Il tribunale si esprimerà il 3 giugno sulla legittimità della costituzione di parte civile dell’Ordine dei Medici.